Il principio della compensazione tra lucro e danno opera solo quando il vantaggio economico è arrecato direttamente dal ‘medesimo fatto concreto’ che ha prodotto il danno e non quando lo stesso deriva da circostanze del tutto estranee alla condotta del danneggiante.   …
Diritto e Giustizia

La Corte d’Appello ha offerto una conferma della definizione di mobbing quale «condotta tenuta dal datore di lavoro nei confronti del suo dipendente consistente in una serie ripetuta di ingiustificati soprusi diretti ad isolarlo ed a screditarlo nell'ambiente di lavoro e preordinati alla sua estromissione dallo stesso, condotta tale da comportare per il lavoratore gravi menomazioni sia in relazione alla sua capacità lavorativa che alla sua integrità fisica». …
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Confermata in Cassazione la visione adottata dal Tribunale, laddove si è riconosciuto il diritto risarcitorio del conducente del motociclo, limitato però alle sole lesioni alla spalla e al corpo. Fatale l’avere utilizzato un casco irregolare per il mezzo condotto.   …
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L’abuso edilizio è in grado di recidere, ex art. 1227, comma 1, c.c., il nesso causale tra il bene in custodia della Pubblica Amministrazione e il danno subìto dal privato possessore del bene costruito abusivamente, azzerando la responsabilità della prima ex art. 2051 c.c.. …
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L’animale è risultato di proprietà della donna, che è quindi ritenuta responsabile per l’omessa custodia che ha permesso al quadrupede di spaventare il ragazzino, appena uscito dalla messa. Ella dovrà sborsare oltre 18mila euro come risarcimento. Nessun addebito invece per il sacerdote, che ha semplicemente tollerato la presenza del cane nell’abitazione della sua collaboratrice.   …
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L’applicazione dell’art. 2043 c.c. in luogo dell’art. 2051 c.c. impone che la responsabilità dell’ente si affermi solo previa individuazione del concreto comportamento colposo ad esso ascrivibile e cioè che gli siano imputabili condotte, a seconda dei casi, specificamente o genericamente colpose che abbiano reso possibile il verificarsi dell’evento dannoso. Di contro, slegando la responsabilità dell’Ente dal concetto di colpa la si farebbe transitare nell’alveo della responsabilità oggettiva da cose in custodia secondo le regole di cui agli artt. 2051, 2052 e 2053 c.c.. …
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