Pronunciandosi su un ricorso contro l’ordinanza del tribunale di sorveglianza che, nel confermare il provvedimento del magistrato di sorveglianza, respingeva la richiesta di un detenuto finalizzata ad ottenere, da un lato, il differimento della pena ovvero, in subordine, l’applicazione della misura della detenzione domiciliare, la Corte di Cassazione (sentenza 21 dicembre 2016, n. 54448) – nell’accogliere la tesi difensiva secondo cui sarebbe mancato un serio accertamento da parte del giudice del profilo psichiatrico del detenuto e della sua compatibilità con il regime carcerario -, ha ribadito il principio di diritto secondo cui sussiste l’obbligo per il magistrato di sorveglianza,…
Penale

Uber continua a interessare le Corti nazionali e questa rassegna comparatistica prende in esame gli ultimi orientamenti giurisprudenziali succedutisi specialmente in common law. Il funzionamento di Uber è a tutti noto. Esso si può sintetizzare come segue: tale servizio di trasporto privato californiano si serve di una apposita app per smartphone per mettere in relazione i driver, generalmente guidatori non professionali che utilizzano auto proprie, con gli utenti. Tutti, driver e utenti, devono preventivamente registrarsi sull’app, Uber fissa il prezzo della corsa addebitandola direttamente sulla carta di credito dell’utente, senza che il driver possa influire in qualche modo su questo passaggio. Inoltre, l’utente può commentare il servizio ricevuto dal driver incaricato di trasportarlo, valutando il percorso fatto o il comportamento del conducente.
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