Ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno sociale di cui all’art. 3 l. n. 335/1995, il requisito della titolarità della carta di soggiorno è soddisfatto dal legale soggiorno in Italia per oltre 10 anni a prescindere da ogni considerazione sulla natura del titolo di soggiorno. …
Diritto e Giustizia

Vittoria per una donna, che si era vista esclusa dalla partecipazione di un corso gratuito per ‘make up artist’ solo sulla base della sua nazionalità. Censurato l’ente locale perché aveva considerato come possibili candidate solo le donne italiane o cittadine di uno Stato dell’Unione Europea. Il Giudice ha obbligato il Comune a correggere l’avviso pubblicato, fissando un nuovo termine per la presentazione delle domande di partecipazione. …
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Da rivedere, secondo il Supremo Collegio, la decisione della Corte territoriale, la quale, facendo errata applicazione dei principi in materia, non ha accertato se vi sia stata o meno una deroga pattizia alla facoltà di recesso ad nutum dal contratto di prestazione d’opera, nella specie per l’attività professionale di consulenza del lavoro, ai sensi dell’art. 2237 c.c. (Recesso). …
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Il giudice non può far scaturire dall’invalidità, nel caso di specie provocata dal ritardo nella notifica dell’atto di appello, effetti diversi e più gravi, come l’improcedibilità, rispetto a quelli «delineati dal sistema proprio dalle norme processuali esistenti».   …
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L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota n. 7369 del 10 settembre 2018, ha fornito alcune indicazioni circa le modalità di verifica degli obblighi di tracciabilità delle retribuzioni, introdotti dall’art. 1, commi 910-913, l. n. 205/2017, e dell’effettività dei pagamenti realizzati mediante gli strumenti indicati.   …
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Laddove la madre non sia una lavoratrice dipendente, il legislatore non ha previsto alcuna condizione di alternatività per il godimento da parte del padre dei permessi giornalieri di cui all’art. 40 d.lgs. n. 151/2001.   …
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Respinte le obiezioni mosse dall’azienda. Il dipendente può considerare salvo il proprio posto di lavoro. Irrilevante, per i Giudici, il richiamo al concetto di reati infamanti: a loro parere è decisivo che i fatti addebitati al dipendente non abbiano avuto alcun collegamento con l’ambiente lavorativo.   …
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